Firriato Hospitality

La Tenuta

La Tenuta di Calamoni di Favignana si trova sul versante centro-sud dell’isola, a pochi passi dal mare, e nella parte più stretta della lingua di terra che guarda la costa di Marsala, dominata dall’alto promontorio dell’isola. Il vigneto si estende su poco più di 5 ettari, delimitati dai tradizionali muretti a secco che anche nelle Egadi caratterizzavano il paesaggio rurale.
Il mare, dal lato lungo della Tenuta di Calamoni di Favignana prospiciente la strada perimetrale, è a meno di 10 metri dalle prime piante. Un ambiente marino, di terre emerse e ricche di fossili. Il colore è rosso intenso a testimoniare la prevalenza del ferro.

Sono suoli davvero particolari. L’isola di Favignana è un habitat unico ed irripetibile. La maggior parte delle isole del Mediterraneo hanno natura vulcanica o granitica. Il suolo di Tenuta di Calamoni è costituito invece da una piattaforma di calcarenite quaternaria, formatosi sotto il mare in milioni di anni e composto da fossili (conchiglie e scheletri di pesce) sedimentati ed inglobati dalla pressione che il mare esercita sul fondo marino. E’ un territorio aperto ai venti che, in forma di brezza, o più tesi, costantemente spirano dal mare verso questo lembo di terra. All’interno di questa proprietà si distinguono quattro “chiuse” ben visibili ad un occhio esperto. Le chiuse si andavano formando con lo spietramento dei terreni, frantumando le rocce affioranti e disponendole lungo il perimetro.
La terra contenuta nelle chiuse veniva coltivata, soprattutto a grano. Sulle Egadi il vigneto era presente sino ai primi del ‘900, per scopi alimentari e non produttivi, poi era scomparso. Firriato ha riacceso la storia reintroducendo la vitis vinifera in uno dei luoghi apparentemente meno ospitali per la vite. A Favignana il mare ha un ruolo fondamentale nel determinare le scelte colturali ed agronomiche di gestione del vigneto.

Il microclima che si determina e che caratterizza l’isola di Favignana influisce in modo importante sul ciclo vegeto-produttivo delle piante. La composizione chimico-fisica dei terreni, la presenza di acqua salata appena sotto due metri la superficie, il gioco dei venti e l’effetto sulle temperature diurne e notturne, rendono questo contesto produttivo davvero straordinario. Fattori ambientali con cui bisogna interagire, comprendendone le interazioni e gli effetti sui vitigni impiantati. Questa viticoltura estrema si confronta con tutte le difficoltà che caratterizzano un ambiente così connotato dalla presenza del mare ma se ne arricchisce anche, valorizzando le specificità e gli influssi che questo habitat riesce a marcare.